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Marine strategy

Dal 2014 ARPA Lazio è impegnata nel programma di monitoraggio dell'ambiente marino costiero istituito dalla Direttiva quadro 2008/56/CE denominata Marine Strategy Framework Directive, in virtù di un accordo di programma tra il Ministero dell'Ambiente (MATTM), le regioni e il sistema agenziale con un significativo contributo del mondo universitario e della ricerca.

  • Programma di Monitoraggio Strategia Marina 15-16-17 LAZIO

La Direttiva, recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010, rappresenta un importante e innovativo strumento per la protezione dei nostri mari in quanto costituisce il primo contesto normativo che considera l'ambiente marino in un'ottica ecosistemica; è basata su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della politica marittima dell'Unione Europea. Pone come obiettivo agli Stati membri di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, "Good Environmental Status") per le proprie acque marine.

Gli Stati devono redigere un programma di misure concrete diretto al raggiungimento dei suddetti obiettivi. Tali misure devono essere elaborate tenendo conto delle conseguenze che avranno sul piano economico e sociale. Per la determinazione del buono stato ambientale gli Stati Membri si basano su un elenco di 11 descrittori qualitativi dell'ambiente marino che fanno riferimento a molteplici aspetti degli ecosistemi marini, tra cui la biodiversità, l'inquinamento e l'impatto delle attività produttive.

Le acque marine italiane, tutte appartenenti alla regione del Mar Mediterraneo (la direttiva ne prevede altre 3: Mar Baltico, Oceano Atlantico nord orientale e Mar Nero) sono state suddivise in 3 sottoregioni:

  • Mediterraneo occidentale (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna),
  • Adriatico (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia),
  • Mar Ionio e Mediterraneo centrale (Calabria, Basilicata, Sicilia).

Le attività di monitoraggio sono organizzate secondo uno schema modulare in cui i diversi moduli si caratterizzano per effettuare la valutazione dello stato ambientale dei diversi ecosistemi marini e con riferimento alla valutazione degli obiettivi delineati.

Moduli di attività della Regione Lazio Vedi dettagli

Nel caso della regione Lazio sono monitorati gli elementi riportati nella tabella successiva:

Modulo 1 Colonna d'acqua Analisi della composizione quali-quantitativa delle comunità fitoplanctoniche, mesozooplanctoniche e macrozooplanctoniche gelatinose. Valutazione delle variabili chimico-fisiche e biologiche e dei contaminanti appartenenti all'elenco di priorità.
Modulo 2 Microplastiche Attività finalizzate a valutare l'abbondanza e la composizione delle microplastiche.
Modulo 3 Specie non indigene Determinazione della composizione sia qualitativa sia quantitativa delle comunità fitoplanctoniche e zooplanctoniche in aree potenzialmente a rischio di introduzione di specie non indigene.
Modulo 4 Rifiuti spiaggiati Acquisizione di informazioni preliminari ai fini dello studio del fenomeno dello spiaggiamento, trend e possibili fonti di origine.
Modulo 5T Contaminazione da trasporto marittimo Determinazione dei contaminanti nel sedimento in aree interessate da traffico marittimo.
Modulo 5I Contaminanti da impianti industriali Determinazione dei contaminanti nel sedimento in aree in cui sono presenti impianti industriali (acquacoltura).
Modulo 6F Nutrienti da fonti fluviali Analisi delle concentrazioni di nutrienti nelle aree interessate dalla plume dei principali fiumi italiani. (fiume Tevere)
Modulo 7 Habitat coralligeno Acquisizione di dati e informazioni finalizzate alla determinazione della localizzazione e dell'estensione all'habitat coralligeno
Modulo 8 Habitat fondi a Maërl Indagini finalizzate alla determinazione della localizzazione e dell'estensione dell'habitat attraverso una prima caratterizzazione.

Il primo triennio di monitoraggio effettuato nella regione Lazio, 2015-2017, ha consentito, unitamente al programma pilota del 2014, la completa messa a punto dei metodi di monitoraggio ed una corretta, ancorché complessa, gestione delle attività di monitoraggio in mare finalizzata alla realizzazione di un'articolata raccolta delle informazioni da gestire in collaborazione con le altre regioni italiane e con il Ministero dell'Ambiente promotore dell'attività (www.strategiamarina.isprambiente.it).

L'esigenza di produrre risultati di elevata qualità e la necessità, almeno per alcune tematiche, di integrare le conoscenze dell'Agenzia con il mondo universitario e con i soggetti che operano in mare, è stata soddisfatta mediante la realizzazione di appositi protocolli di intesa e convenzioni con la Guardia Costiera, con le università e con le Autorità Portuali.
Tale sforzo organizzativo ha portato a risultati scientificamente importanti, per qualche verso anche originali, e comunque ha contribuito a fornire un quadro maggiormente sistematico, armonizzato con le informazioni derivanti dagli studi delle campagne condotte nel passato.

L’attività svolta nel triennio 2015-2017 ha consentito la raccolta di oltre 1.000 campioni riguardanti le componenti biologiche (fitoplancton, mesozooplancton, macrozooplancton e benthos) e sono state svolte più di 4.000 analisi chimiche per la ricerca di sostanze nutrienti e di contaminanti nelle matrici acqua, sedimenti e biota. È stato, inoltre, possibile rilevare e caratterizzare un importante numero di rifiuti spiaggiati e di microplastiche. Ampie aree di fondali della regione sono state esplorate e documentate mediante realizzazione di numerose ore video e centinaia di fotografie.

L'insieme dei dati raccolti nel primo triennio, sia a livello regionale che nazionale, costituirà la base di riferimento per effettuare la prima valutazione dello stato degli ecosistemi marini e potrà essere impiegato per la programmazione delle attività del triennio successivo.