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Controlli radiometrici sulle acque destinate a consumo umano

La Direttiva comunitaria 2013/51/Euratom del 22 ottobre 2013, recepita dal D.Lgs. 15 febbraio 2016, n.28, stabilisce i requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.
Le Regioni, avvalendosi delle Aziende Sanitarie Locali e delle Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente, assicurano il controllo delle sostanze radioattive nelle acque destinate al consumo umano attraverso l'elaborazione e la messa in atto di un "Programma di controllo".
Il Ministero della Salute, con il Decreto 2 agosto 2017, ha emanato specifiche indicazioni operative, elaborate in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, finalizzate a garantire uniformità e coerenza di applicazione della normativa nel territorio nazionale.
Il "Programma di controllo" deve riferirsi a tutte le acque destinate al consumo umano, utilizzate nella regione. Per quanto riguarda le acque distribuite medianti reti idriche, queste devono essere suddivise in Zone di Fornitura (ZdF), dando priorità temporale al controllo delle ZdF che servono un numero maggiore di persone.
Il programma per il controllo della radioattività sulle acque destinate a consumo umano stabilito dalla Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio nel 2018, prevede complessivamente 70 misure annue, da suddividersi in controlli interni (effettuati dalle ASL di competenza avvalendosi di ARPA Lazio) e di controlli interni effettuati a cura del Gestore. I parametri analizzati sono riportati nelle tabelle 1 e 2.

Tab. 1 – Valori di parametro nelle acque destinate a consumo umano
ParametroValore di parametroUnità di misura
Concentrazione di attività di Radon100Bq/L
Concentrazione di attività di Trizio100Bq/L
Dose Indicativa (DI)0.10mSv
Fonte: D.Lgs. 28/2016

Tab. 2 – Valori di parametro approccio screening per controllo Dose Indicativa (DI) nelle acque destinate al consumo umano
ParametroValore di parametroUnità di misura
Alfa Totale0.1Bq/L
Beta Totale0.5Bq/L
Fonte: DM 2 agosto 2017

Nelle ZdF dove il valore medio dell'attività alfa totale e beta totale risulta inferiore rispettivamente a 0,1 e 0.5 Bq/L si può ritenere che la dose indicativa sia inferiore a 0,1 mSv/anno e non effettuare un'indagine radiologica sui singoli radionuclidi presenti, a meno che non sia ipotizzabile, sulla base di altre fonti di informazione, la presenza in quantità significative di Pb-210 o Ra-228 (che contribuiscono all'attività beta totale e la cui concentrazione derivata, corrispondente a una dose di 0,1 mSv/a, è pari a 0,2 Bq/L).
Nel caso in cui la concentrazione di attività alfa totale superi 0,1 Bq/l o la concentrazione di attività beta totale superi 0,5 Bq/l, occorre determinare la concentrazione di specifici radionuclidi, al fine di stabilire se il superamento dei livelli di screening comporti il superamento di 0,1 mSv per la DI. Nel caso in cui la concentrazione di attività beta totale sia superiore a 0,5 Bq/l è utile determinare preventivamente la concentrazione di attività beta residua.
I campionamenti sono effettuati dalle Aziende Sanitarie Locali, che provvedono a conferire i campioni all'ARPA Lazio per le analisi che vengono effettuate presso la sede di Viterbo; per quanto riguarda il Radon, i campioni sono prelevati e analizzati dai tecnici dell'Agenzia.

Tab. 3 – Piano di controllo periodo 2019-2020
ZDFDENOMINAZIONE ZDFASLCOMUNI SERVITI PARZIALMENTEPOPOLAZIONE SERVITAACQUA DISTRIBUITA (mc/d)
Lazio1Peschiera-Capore RomaROMA 2Roma, Fiumicino1.000.000200.000
Lazio2VergineROMA 2Roma150.00030.000
Lazio3Acqua Marcia – RomaROMA 2Roma900.000180.000
Lazio4Appio AlessandrinoROMA 2Roma, Fiumicino950.000190.000
Lazio5Cecchina-GinestretoROMA 6Albano Laziale, Ariccia16.0003.200
Fonte: DM 2 agosto 2017