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Progetti

Convenzione ARPA Lazio — Regione Lazio per la redazione ed esecuzione del piano di caratterizzazione del lago di Vico Vedi dettagli

Il 24 novembre 2009 ARPA Lazio acquisisce un campione di sedimento del lago di Vico, prelevato presso il punto denominato "centro lago" (ad una profondità di circa 44 m), nell'ambito delle attività in convenzione con la Provincia di Viterbo per un approfondimento sullo stato ambientale del lago (attività mirate in particolare a definire la qualità delle acque).
Le analisi effettuate sul campione di sedimento evidenziavano superamenti dei limiti riportati in Colonna A della Tabella 1 (dell'All. 5 al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs. 152/2006) per i parametri Cadmio (12 mg/kg vs CSC = 2.0 mg/kg), Nichel (566 mg/kg vs CSC = 120 mg/kg) e Arsenico (647 mg/kg vs CSC = 20 mg/kg).
ARPA Lazio con nota Prot. n° 0014502 del 26/02/2010 comunicava agli enti competenti, ai sensi dell'art. 244 comma 1 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., l'avvenuto superamento delle CSC (previste per "suolo/sottosuolo" di "Siti ad uso Verde pubblico, privato e residenziale") per i parametri Cadmio, Nichel e Arsenico e contemporaneamente predisponeva il rapporto tecnico "Acque del lago di Vico – Attività di contrasto al degrado della qualità delle acque" nel quale erano sintetizzati ufficialmente i risultati di tutte le analisi effettuate nel 2009 (tra i quali quelli non conformi del campione di sedimento) inviato alla Provincia di Viterbo.
A seguito dei suddetti superamenti si attivavano dei tavoli tecnici tra Regione Lazio, Provincia di Viterbo e ARPA Lazio che hanno portato ad ulteriori campionamenti in situ e alla stipula di una convenzione specifica tra Regione Lazio e ARPA Lazio per la redazione e l'esecuzione del Piano di Caratterizzazione del Lago di Vico (datata 18 Agosto 2010, di durata triennale e prorogata fino al 31/12/2015).
Tale convenzione prevede nello specifico la ricostruzione del modello concettuale preliminare del bacino lacustre, la pianificazione delle indagini, nonché l'esecuzione di indagini dirette volte alla evidenziazione degli stati di contaminazione e della loro estensione.
La prima fase ha visto la stesura e l'approvazione del Piano di Caratterizzazione, ai sensi dell'Art. 242 del D.Lgs.152/2006 e s.m.i., redatto in conformità alle indicazioni tecniche contenute nell'Allegato 2 al Titolo V della Parte quarta del medesimo decreto e corrisponde alle prime due fasi dell'iter di caratterizzazione di un sito contaminato, come schematizzato nell'All. 2 al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e riportato di seguito:

  1. Ricostruzione storica delle attività produttive svolte sul sito;
  2. Elaborazione del Modello Concettuale Preliminare del sito e predisposizione di un piano di indagini ambientali finalizzato alla definizione dello stato ambientale del: suolo e sottosuolo, acque superficiali e sotterranee, sedimenti lacustri;
  3. Esecuzione del piano di indagini e delle eventuali indagini integrative necessarie alla luce dei primi risultati raccolti;
  4. Elaborazione dei risultati delle indagini eseguite e dei dati storici raccolti e rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee;
  5. Elaborazione del Modello Concettuale Definitivo;
  6. Identificazione dei livelli di concentrazione residua accettabili - sui quali impostare gli eventuali interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica, che si rendessero successivamente necessari a seguito dell'analisi di rischio- calcolati mediante analisi di rischio eseguita secondo i criteri di cui in Allegato 1 (al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs.152/2006).

Attualmente è in esecuzione il Piano di Indagine e le Elaborazioni dei risultati che stanno portando alla definizione del Modello Concettuale Definitivo, secondo le seguenti macro-attività:

  • "Bati-Magnetometria": rilievo batimetrico e magnetometrico del fondale del lago di Vico. Tale attività, eseguita in convenzione con l'Istituto per l'Ambiente Marino Costiero (IAMC) del CNR di Napoli, si è conclusa per la sua prima parte a febbraio 2014 con la predisposizione di elaborati tecnici e relativo rapporto tecnico.
  • "Acque superficiali": monitoraggio idrochimico delle acque superficiali del lago di Vico, del fosso Scardenato e del Rio Vicano e misurazione delle portate delle due aste fluviali in diverse condizioni di flusso: campionamenti e misurazioni di campo ed analisi interne ARPA.
    Il programma di prelievo dei campioni d'acqua consta di:
    • 4 campagne di prelievo con cadenza trimestrale nell'arco temporale di un anno su 2 punti (verticali) ubicati in corrispondenza delle due aree di massima profondità del lago, con il prelievo di campioni su un numero massimo di 5 orizzonti, per un totale di 40 campioni, per i quali è stato definito uno specifico set analitico (vedi SET 1, descritto in Tabella 47 del PdC) – attività eseguita;
    • una campagna di campionamento una tantum delle acque superficiali del lago in corrispondenza di 8 stazioni-punti di monitoraggio, per un totale di 8 campioni, in cui è prevista la determinazione di uno specifico set analitico ridotto (vedi SET 2 PdC) – attività eseguita.
    Per quanto riguarda il monitoraggio del fosso Scardenato e del Rio Vicano, il PdC è previsto:
    • misurazione di portata sul Fosso Scardenato e sul Rio Vicano, sia in fase di magra che di piena (2 uscite in totale, per un totale di 4 misurazioni);
    • campionamento dell'acqua del solo fosso Scardenato, in condizioni di magra, di piena e in condizioni di flusso base (in numero di 4), per un totale di 6 campioni (in altrettante uscite) da sottoporre alla sola determinazione del parametro SST;
    Ad oggi non è stato effettuato alcun monitoraggio dello Scardenato, risultato sempre secco nel corso dei sopralluoghi.
  • "Suolo": prelievo di oltre 120 campioni di Top Soil (TS) e Suolo Superficiale (SS) mediante micro carotaggi a percussione per la ricerca dei contaminanti eventualmente presenti la determinazione dei relativi valori di: "Fondo naturale" (corrispondente al "pedo-geochemical background value" della ISO 19258:2005) e di "Fondo usuale" o "Fondo antropizzato" (corrispondente al "background value" della ISO 19258:2005) secondo il riferimento tecnico "Protocollo operativo per la determinazione dei valori di fondo di metalli/metalloidi nei suoli dei siti d'interesse nazionale" (ISS/APAT 2006) e valutazione on site della conducibilità idraulica; campionamenti e misurazioni di campo e analisi chimico fisiche ARPA; per i test di infiltrazione (conducibilità idraulica), è previsto un supporto da parte dell'Università di Viterbo, dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB), con il quale è stato stipulato apposito contratto di ricerca.
    Tali attività risultano completate per più di 100 campioni; restano da completare (maggio 2105) le caratterizzazioni granulometriche di 24 campioni e il test di campo per la conducibilità idraulica del Suolo Superficiale (SS) in 10 postazioni.
  • "Sedimenti": prelievo di 20 campioni di sedimento di fondo-lago mediante un campionatore a caduta libera e analisi per la determinazione dei contaminanti eventualmente presenti, nonché analisi granuolmetriche e (su 4 campioni) datazioni radiometriche e speciazione dell'As; su 4 campioni estratti da due carote (Top e Bottom) dei punti più profondi sono previste, inoltre, analisi radiometriche e speciazione dell'As a cura del laboratorio dell'Università La Sapienza di Roma con apposito contratto di ricerca.
    L'attività di campionamento è stata completata il 9 Gennaio 2015; in attesa dei risultati analitici.
  • "Sottosuolo": Realizzazione di 4 sondaggi geognostici, da attrezzare a piezometri, spinti ad una profondità massima di 60 m dal p.c. per la ricostruzione geologico-stratigrafica in aree critiche e per la realizzazione di test di tracciamento e/pompaggio multiwell. Attività in fase di svolgimento.
  • "Acque sotterranee": monitoraggio trimestrale delle acque sotterranee del bacino idrogeologico del lago di Vico per l'approfondimento conoscitivo delle dinamiche di flusso sotterraneo e per la valutazione dello stato qualitativo delle stesse; campionamenti e analisi di base a cura di ARPA Lazio; analisi per la determinazione di parametri aggiuntivi (elementi rari e speciazione dell'Arsenico) commissionata al laboratorio dell'Università La Sapienza di Roma, con apposito contratto di ricerca; i risultati andranno ad implementare il modello idrogeologico numerico del sottosuolo predisposto dal Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB) dell'Università di Viterbo, con apposita convenzione. Completate due campagne di monitoraggio sulle quattro previste.

Convenzione ARPA Lazio — Centro Tecnico logistico Interforze CeTLI NBC per la redazione ed esecuzione del piano di caratterizzazione dell'ex Magazzino Materiali di Difesa NBC Vedi dettagli

L'ex Magazzino materiali difesa N.B.C. è ubicato interamente nel territorio del comune di Ronciglione (VT), circa 2 km a Ovest dell'abitato di Punta del Lago, tra la strada provinciale di Poggio del Cavaliere e la strada circumlacuale provinciale di Valle Vico.
Nel marzo 2010 il Centro Tecnico Logistico Interforze N.B.C. acquisiva i risultati di una campagna di indagini indirette (geofisiche) e dirette (carotaggi con campionamento e analisi di terreni) commissionata dal Ministero della Difesa alla società SO.IN.G. s.r.l., finalizzata alla ricerca di masse anomale interrate presso l'ex Magazzino Materiali ubicato a Ronciglione (VT).
Il confronto tra le CSC previste nell'Allegato 5 al Titolo V della parte quarta del D.Lgs. 152/06 (Tabella 1) e i risultati delle analisi chimiche sui 20 campioni di terreno prelevati evidenziava delle non conformità con superamenti della CSC Col. B (Siti ad uso commerciale e industriale), per il solo parametro Arsenico su due campioni di terreno e il superamento delle CSC Col. A (Siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale) per i parametri Arsenico, Zinco e Tetracloroetene (PCE) su un campione di terreno.
A seguito dei superamenti riscontrati il Centro Tecnico Logistico Interforze N.B.C. effettuava comunicazione ai sensi dell'Art. 245 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. agli enti competenti. Lo stesso stipulava una convenzione con ARPA Lazio, nel novembre 2010, per la redazione ed esecuzione del piano della caratterizzazione del sito.
Lo start-up delle attività di caratterizzazione avveniva in data 17 gennaio 2011.

La prima fase ha visto la stesura e l'approvazione del Piano di Caratterizzazione, ai sensi dell'Art. 242 del D.Lgs.152/2006 e s.m.i., redatto in conformità alle indicazioni tecniche contenute nell'Allegato 2 al Titolo V della Parte quarta del medesimo decreto e corrisponde alle prime due fasi dell'iter di caratterizzazione di un sito contaminato, come schematizzato nell'All. 2 al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e riportato di seguito:

  • Ricostruzione storica delle attività produttive svolte sul sito;
  • Elaborazione del Modello Concettuale Preliminare del sito e predisposizione di un piano di indagini ambientali finalizzato alla definizione dello stato ambientale del suolo e sottosuolo ed acque sotterranee;
  • Esecuzione del piano di indagini e delle eventuali indagini integrative necessarie alla luce dei primi risultati raccolti;
  • Elaborazione dei risultati delle indagini eseguite e dei dati storici raccolti e rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee;
  • Elaborazione del Modello Concettuale Definitivo;
  • Identificazione dei livelli di concentrazione residua accettabili - sui quali impostare gli eventuali interventi di messa in sicurezza e/o di bonifica, che si rendessero successivamente necessari a seguito dell'analisi di rischio- calcolati mediante analisi di rischio eseguita secondo i criteri di cui in Allegato 1 (al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs.152/2006).

Al 5 maggio 2015 lo stato di avanzamento delle attività di bonifica bellica e di caratterizzazione ambientale, previste dal Piano redatto da ARPA Lazio approvato in data 19 ottobre 2011 e modificate secondo il Piano "rimodulato" approvato in CdS del 9 aprile 2014, è definito come di seguito riportato:

  • Scavo manuale 12 aree Lotto I: Rimozione e smaltimento eventuali oggetti pericolosi, rifiuti o terreni con evidenze di contaminazione. Fase completata con rimozione di oggetti pericolosi e/o terreno. È stato effettuato inoltre il campionamento fondo scavo da ARPA con prelievo di n° 18 campioni compositi di terreno e n° 7 campioni puntuali di terreno sui quali è stata effettuata analisi chimico-fisica.
  • Realizzazione da parte di ARPA di 2 sondaggi da 10 m in aree naturali esterne al sito. Sub-campionamento carote e analisi chimico-fisiche su 3 orizzonti per sondaggio. Fase in corso d'opera: è stato realizzato n° 1 sondaggio con prelievo ed analisi di n° 3 campioni puntuali.
  • Scavo manuale 12 aree Lotto II. Rimozione e smaltimento eventuali oggetti pericolosi, rifiuti o terreni con evidenze di contaminazione. Fase in corso d'opera: Sono stati ritrovati e (in parte) rimossi oggetti pericolosi da 5 scavi su 12. È stato effettuato inoltre il campionamento fondo scavo da ARPA con prelievo di terreno su tutte le aree (7 su 12) dichiarate accessibili dalla DL. Sono stati prelevati ed analizzati 28 campioni compositi e 1 campione puntuale.
  • Le restanti fasi sono ancora da realizzare:
  • Realizzazione 85 micro-sondaggi a percussione con avanzamento a secco, in posizioni da criterio sistematico-casuale (maglia ca 30x30) all'interno del sito. Prelievo di 2 campioni di terreno per verticale e analisi.
  • Realizzazione di 5 sondaggi da condizionare a piezometro, di profondità comprese tra 30 e 70 m con sub-campionamento carote e analisi chimico-fisiche su 3 orizzonti/sondaggio

Reconnet (Rete Nazionale sulla gestione e la Bonifica dei Siti Contaminati) Vedi dettagli

La rete nasce nel 2010 da un accordo tra Università, Istituti di ricerca ed Agenzie ambientali, con l'obiettivo di fornire un contributo alla soluzione alle principali criticità di carattere tecnico e normativo alla gestione e bonifica dei siti contaminati, incoraggiando la collaborazione e promuovendo i contatti e gli scambi di informazioni tra enti di ricerca, enti di controllo ed imprese.

In particolare "Reconnet" si prefigge i seguenti scopi:

  • incoraggiare la collaborazione e promuovere i contatti e gli scambi di informazioni tra enti di ricerca, enti di controllo ed imprese;
  • individuare soluzioni alle principali criticità di carattere tecnico e normativo alla gestione e bonifica dei siti contaminati;
  • trasferire e diffondere informazioni tramite banche dati, siti web, altri mezzi di diffusione elettronica;
  • organizzare conferenze e seminari;
  • identificare le aree di maggiore interesse di sviluppo teorico e tecnologico.

Per saperne di più: http://www.reconnet.net/

Subperimetrazione del sito di bonifica di interesse nazionale "Territorio del Bacino del Fiume Sacco" Vedi dettagli

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), la Regione Lazio ed ARPA Lazio hanno stipulato in data 31/10/2008 una convenzione per le attività di sub-perimetrazione del sito di bonifica di Interesse Nazionale "Territorio del bacino del Fiume Sacco". La suddetta convenzione si è conclusa il 31/12/2013. Il Progetto ha visto l'Agenzia impegnata nelle seguenti attività:

  • FASE I
    Acquisizione delle informazioni e dei dati presso le strutture dell'Agenzia e le autorità coinvolte a vario titolo (Comune, Provincia, Regione, MATTM).
    • icona pdf Trasmissione relazione fase I.
    • icona pdf Relazione fase I.
  • FASE II
    La seconda fase di attività è stata caratterizzata dalla sistematizzazione delle informazioni raccolte nella fase preliminare, anche attraverso il rapporto diretto con i Comuni interessati, e dalle attività di sopralluogo e verifica sui siti ai fini della compilazione delle schede informative predisposte.
    • icona pdf Trasmissione relazione fase II.
    • icona pdf Relazione fase II.
    • icona zip Tavole.
  • FASE III
    É stata eseguita un'ulteriore revisione dei siti censiti alla luce delle indicazioni fornite dal MATTM, sono stati definiti i criteri e le priorità per l'individuazione dei siti di preminente interesse pubblico, tra quelli di proprietà pubblica, per i quali l'Agenzia ha provveduto all'elaborazione dei piani di indagine e caratterizzazione.
    • icona pdf Trasmissione relazione fase III.
    • icona pdf Relazione fase II.
    • icona zip Tavole.

Le attività di sub-perimetrazione hanno dato luogo quindi a tutta una serie di elaborati tecnici che hanno trattato:

  • La validazione delle aree comprese all'interno del perimetro provvisorio individuato con Decreto del Ministero dell'Ambiente 31 gennaio 2008, da sottoporre ad interventi di messa in sicurezza di emergenza, caratterizzazione, bonifica e ripristino ambientale.
  • L'individuazione, per i Comuni che non avevano fornito alcuna documentazione, delle aree potenzialmente inquinate ricadenti all'interno del perimetro provvisorio, riguardanti le tipologie specificate nell'allegato tecnico alla convenzione e di seguito riportate:
    • aree inquinate inserite nel Piano regionale di bonifica;
    • aree oggetto di notifiche ai sensi della normativa in materia di bonifiche;
    • aree oggetto di attività potenzialmente inquinanti, individuate nell'allegato A del D.M. 16 maggio 1989;
    • aree interessate da rilasci accidentali o dolosi di sostanze pericolose;
    • aree, anche a destinazione agricola, interessate da spandimento non autorizzato di fanghi;
    • aree oggetto di contaminazione passiva causata da ricaduta atmosferica di inquinanti, ruscellamento di acque contaminate, abbandono o seppellimento di rifiuti.
  • L'individuazione delle ulteriori aree per le quali emerge una situazione di inquinamento tale da rendere necessari accertamenti o interventi di messa in sicurezza di emergenza, caratterizzazione e bonifica.

Bozza di riperimetrazione del SIN (Sito di Interesse Nazionale) "Bacino del Fiume Sacco" Vedi dettagli

A seguito di Sentenza TAR Lazio n. 7586 del 2014 sono ritornate di competenza ministeriale le aree del SIN (Sito di Interesse Nazionale) “Bacino del Fiume Sacco” precedentemente declassate. Il MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), nel corso di una riunione tecnica tenutasi in data 08 Settembre 2014 presso la Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche (TRI) in Roma, nonché con nota prot. 0027106/TRI del 16/10/2014 ha comunicato la necessità di procedere ad una nuova “riperimetrazione” del SIN medesimo “ nel rispetto dei criteri oggettivi stabiliti dalla normativa vigente, tenendo conto delle informazioni acquisite attraverso le indagini effettuate da ARPA Lazio e delle attività effettuate dall’Ufficio Commissariale ”, comprendendo quindi anche le porzioni del territorio precedentemente assegnate alla responsabilità e competenza del commissario governativo.

Pertanto lo stesso Dicastero ha richiesto alla Regione Lazio di riformulare una proposta per detta riperimetrazione.

A seguito di diversi incontri tecnici tenutisi tra la Regione Lazio e ARPA Lazio è scaturita la definizione di una prima bozza di perimetro (Rev. 0) del SIN in oggetto alla cui base sono stati posti, oltre ai requisiti normativi previsti dall’articolato normativo vigente, anche criteri tecnico-scientifici inerenti allo studio del territorio e alle attività antropiche insistenti sul territorio.

La prima bozza di riperimetrazione, consegnata dalla Regione Lazio con nota prot. n. GR/30/701974 del 17/12/2014 al MATTM, è stata discussa in sede di Conferenza dei Servizi (CdS) del 19/01/2015. In tale sede il MATTM ha richiesto alla Regione Lazio una revisione di detta bozza che tenesse conto anche dei dati in possesso dello stesso Dicastero sulle aree di competenza dell’ex-Ufficio Commissariale; inoltre “ il MATTM, al fine di supportare le attività di competenza della Regione Lazio ” si era impegnato “ a richiedere, con nota formale, ai comuni non convocati alla presente Conferenza di Servizi…l’indicazione delle situazioni critiche ai fini dell’inserimento all’interno del perimetro del SIN ”.

In sede di Conferenza dei Servizi del 12 febbraio 2015, tenutasi presso il MATTM, veniva segnalata l’insufficienza di informazioni sulle aree industriali di cui all’art. 252 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., ubicate nel territorio dell’ex-Ufficio Commissariale. Per tali aree ARPA Lazio non disponeva di dati specifici di sub-perimetrazioni per l’intero territorio dell’ex Ufficio Commissariale e di un quadro unitario della caratterizzazione di dette aree, ma solo di dati puntuali riguardanti alcune attività in bonifica gestite dalla Sez. Prov. di Roma dell’ARPA Lazio.

Il MATTM di contro proponeva “… di procedere con urgenza ad una prima perimetrazione del SIN sulla base delle informazioni disponibili in modo da avviare le attività istruttorie ” aggiungendo inoltre che “ ove necessario tale perimetro – poteva – essere modificato secondo quanto stabilito dalla normativa vigente per tenere conto delle evidenze relative al ulteriori aree contaminate ”.

La Regione Lazio in tale sede, per acquisire informazioni utili alla definizione della bozza di perimetrazione richiesta dal MATTM, si impegnava a convocare apposito tavolo tecnico entro i primi 10 gg di Marzo c.a..

In data 06 Marzo 2015 la stessa Regione convocava il suddetto tavolo tecnico al fine di raccogliere indicazioni su criticità ambientali e proposte da parte dei comuni e delle associazioni interessate (nota prot. Regione Lazio n. 030/SP). In tale sede ARPA Lazio illustrava l’ulteriore “step” di avanzamento a tutti i presenti (Bozza Perimetrazione Rev. 1). Il tavolo consentiva di avviare un’ulteriore fase di confronto e di raccolta delle informazioni circa le criticità ambientali e/o impianti industriali presenti nell’area e rispondenti alle fattispecie regolate dall’art. 252 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., nonché circa altri siti individuati dai Comuni e passibili di attenzione.

Acquisite quindi le indicazioni di alcuni Comuni e Associazioni circa le criticità ambientali e/o impianti industriali passibili di attenzione ovvero le proposte di riperimetrazione dei propri territori comunali e le indicazioni contenute nei verbali delle CdS si è arrivati alla redazione della “Bozza di riperimetrazione Rev. 2”.

A seguito di ulteriori richieste effettuate dal MATTM in sede di riunione tecnica del giorno 09/06/2015 e tenendo conto delle caratteristiche previste dall’Art. 252 del D. Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., si proponeva la revisione 3 della Bozza di Perimetrazione in sede di CdS del 10 Luglio 2015. Nella conferenza stessa veniva chiesto ai Comuni presenti di inoltrare le ulteriori modifiche e migliorie alla bozza presentata, sempre rispondenti ai criteri di legge.

In sede di CdS del 10 Settembre 2015 veniva discussa la Rev. 4 della Bozza di Riperimetrazione e, a seguito di ulteriori valutazioni/modifiche avanzate da alcuni Comuni sul perimetro, si decideva di effettuare un approfondimento sull’effettiva estensione delle aree esondabili da tenere in considerazione per la definizione delle porzioni di territorio da includere all’interno del perimetro SIN. A tal riguardo il MATTM chiedeva all’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri, Garigliano e Volturno informazioni relative all’effettiva estensione delle aree esondabili e tempo di ritorno da utilizzare ai fini dell’inserimento delle aree all’interno del perimetro del SIN.

Visto il parere espresso con nota prot. n. 7253 del 6/10/2015 dalla suddetta Autorità di Bacino e delle risultanze dell’incontro tecnico tenutosi presso il MATTM il 18/11/2015 è stata ulteriormente rivista la bozza ed integrata anche con tutte le modifiche/integrazioni richieste dai Comuni. Tale bozza nella sua revisione 5 è stata ritenuta condivisibile dai soggetti pubblici in sede di conferenza di servizi istruttoria del 15/12/2015; inoltre in tale sede si è concordato di procedere, ai sensi dell’art. 252 comma 3 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., alla consultazione dei soggetti privati proprietari delle aree considerate interne al perimetro.

Infine, a seguito della fase di consultazione da parte dei soggetti privati, secondo quanto richiesto dal MATTM con note prot.17243 del 20/09/2016, prot. 15904 del 26/08/2016, prot. 18983 del 17/10/2016 e di quanto comunicato dalla Regione Lazio con nota prot. n. 46337 del 15/09/2016, si è proceduto ad un’ulteriore revisione della bozza di perimetro del SIN (REV.5 BIS), che di fatto segna la fine dell’iter amministrativo di riperimetrazione del SIN “Bacino del fiume Sacco”.

Infatti in data 7 novembre 2016, la Conferenza di Servizi decisoria ha deliberato di ritenere approvabile il perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco, come modificato a seguito delle osservazioni formulate dai soggetti privati e recepite da ARPA Lazio, con note prot. n. 77746 del 18 ottobre 2016 (prot. MATTM n. 19095/STA dei 18 ottobre 2016) e n. 81502 del 2.11.2016 (prot. MATTM 20149/STA del 2 novembre 2016).

Con D.M. n. 321 del 22 novembre 2016 (allegato 3) è stato approvato il perimetro definitivo del SIN, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 293 del 16 dicembre 2016.

Di seguito si riporta la perimetrazione definitiva REV5-BIS e le note tecniche alla stessa.